Newcastle United ha rinfrescato l'aspetto di St. James’ Park prima dell'inizio della stagione 2026/27. Oltre alla modernizzazione di diverse aree dello stadio, le Magpies hanno rinnovato il campo di gioco, diventando così il primo club nel Regno Unito a implementare completamente un sistema di ventilazione SubAir. I lavori, completati in tempi record, hanno creato una nuova superficie di gioco per la squadra di casa e risolto alcuni problemi strutturali, come il dislivello che da tempo interessava una metà del campo. Domenica, nel pareggio contro Liverpool, il nuovo campo ibrido ha fatto il suo debutto ufficiale dopo diversi test pre-stagionali nella Premier League e ha aperto un nuovo capitolo per St. James’ Park, che ora può ampliare il suo posto tra gli stadi storici dell'Inghilterra con un ulteriore riconoscimento.
La tecnologia dietro il nuovo campo ibrido
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Il Newcastle ha 10 milioni di sterline speso per la ristrutturazione di St. James’ Park. Le aree di ospitalità e i servizi per i tifosi sono stati ristrutturati e modernizzati, anche se i lavori principali si sono concentrati sul campo stesso. La superficie presentata si chiama SIS Grass Hybrid ed è stata lanciata nel 2016. Si è rapidamente affermata come leader di mercato mondiale. Si tratta di un avanzato sistema di campo da calcio ibrido sviluppato da SIS Pitches, composto per il 95% da erba naturale e per il 5% da fibre sintetiche ad alte prestazioni in polietilene. Queste ultime vengono iniettate con macchine a controllo laser e cucite con la massima precisione nella zona radicale, per conferire alla superficie rinforzata una maggiore stabilità e durata.
L'erba naturale cresce praticamente in superficie tra le fibre cucite, mentre il sistema radicale naturale si intreccia più in profondità con la stessa componente artificiale, consentendo all'erba di resistere agli urti e alle sollecitazioni dall'alto. L'aria e l'acqua superficiale possono anche circolare in modo più efficace attraverso i canali creati dalle fibre, creando un ambiente sano e aerobico che favorisce una crescita radicale più forte negli spazi porosi e ottimizza il sistema di riscaldamento sotterraneo. Rispetto a un campo tradizionale, il sistema offre fino a tre volte più ore di gioco e un recupero più rapido dopo un uso intenso, sia per eventi sportivi che per concerti. Barcellona, Aston Villa, Fenerbahçe e Galatasaray sono tra i club che hanno adottato il sistema, così come Inter e Milan per San Siro.
Sistema SubAir completo: una prima nel Regno Unito
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Il sistema SIS Grass è integrato da un sistema che, come accennato in precedenza, rappresenta una vera novità per il Regno Unito. Il Newcastle è infatti il primo club a utilizzare completamente la tecnologia di ventilazione e aspirazione SubAir per migliorare la salute delle radici e il drenaggio dell'acqua. Il sistema è sia semplice che fondamentale: in modalità pressione, spinge aria nella zona radicale per regolare le temperature del sottosuolo, mentre in modalità aspirazione rimuove l'umidità in eccesso. La reattività della tecnologia è garantita da una rete di sensori sotterranei che assicurano un monitoraggio costante e facilitano interventi mirati in aree specifiche del campo. I lavori di installazione sono stati eseguiti da MJ Abbott Ltd., specialisti del settore che hanno già lavorato sui campi di Hull City, Birmingham City, Brighton, Nottingham Forest, Millwall e Chelsea a Stamford Bridge. Il progetto è stato realizzato anche in vista della Champions League 2028 in cui si svolgeranno quattro partite della fase a gironi e una partita degli ottavi di finale a St. James’ Park.
La stessa ristrutturazione del campo è stata effettuata dal club anche su tutti i campi di Darsley Park, il storico centro di allenamento del Newcastle. L'obiettivo era familiarizzare la squadra con la nuova superficie di gioco durante gli allenamenti. Nonostante questi aggiornamenti, le Magpies guardano già al futuro. Il club ha appena confermato che il suo proprietario saudita ha acquistato 260 acri di terreno per la costruzione di un nuovo complesso di allenamento del valore di 190 milioni di sterline, che sarà notevolmente più grande dell'attuale struttura. Il progetto, di cui si è discusso per diversi mesi, avrà luogo a Woolsington Hall, cinque miglia a nord-ovest della città. Il Newcastle prevede di trasferirsi lì a partire dalla stagione 2029/30, in un'area in cui si trova l'aeroporto locale e che è anche scelta da numerosi calciatori come luogo di residenza.
Addio al campo storico Slope
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Non tutti sanno che il campo di St. James’ Park, sul lato del Gallowgate End, nella parte sud dello stadio, in passato aveva una pendenza di circa il 2%, corrispondente a un dislivello tra uno e due metri. Per questo motivo, il Newcastle ha sempre cercato di vincere il sorteggio, in modo da poter scegliere quale metà attaccare, così da poter giocare nel secondo tempo verso il Gallowgate End, con il campo che scendeva leggermente. I lavori effettuati in estate non hanno completamente eliminato la pendenza, ma l'hanno notevolmente ridotta. Il club ha inizialmente rimosso 200 mm di profondità dal profilo esistente, fino alla superficie originale delle fibre. Il manto è stato poi rimodellato con 100 mm di substrato della zona radicale e ulteriori 100 mm di sabbia.
Il nuovo sistema di irrigazione, l'installazione di miglioramenti del suolo e la preparazione e semina del campo hanno completato i lavori. Il responsabile delle strutture del club e dello stadio ha espresso grande soddisfazione ed entusiasmo per il progetto, soprattutto considerando che è stato completato in sole quattro settimane. Il primo test del nuovo campo si è svolto il 15 agosto in un'amichevole contro Bayer Leverkusen seguito da una partita contro Strasburgo il giorno successivo. In entrambe le occasioni, il campo sembrava essere in ottime condizioni, come confermato dal vivace pareggio 2:2 contro i Reds. Tuttavia, forse per scaramanzia, i padroni di casa hanno attaccato di nuovo nel secondo tempo verso la fine del match.
Gli altri campi della Premier League
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La famosa tradizione dei prati inglesi continua, anche se la loro forma si è evoluta. Il mito del prato inglese del XVIII secolo si riferiva infatti a un'area densa, corta e uniforme di erba, che richiedeva grandi quantità d'acqua e frequenti falciature. A causa della siccità e delle temperature in aumento, non solo in estate, questi prati, che assomigliavano a campi da calcio, sono stati messi sotto pressione, poiché le varietà di erba utilizzate in passato per la stagione fredda erano sempre più difficili da mantenere. Oggi l'eredità di prati perfettamente curati continua negli stadi della Premier League, che dispongono tutti di campi ibridi. La percentuale di erba naturale oggi varia tra il 95 e il 97%, il resto è composto da fibre di polipropilene o polietilene. SIS Grass e GrassMaster sono i due sistemi dominanti con proprietà praticamente identiche. A questi si aggiungono Grass Max al Portman Road, casa dell'Ipswich Town, e XtraGrass nella CBS Arena di Coventry.
Craven Cottage utilizza nel frattempo una superficie ibrida fibrelastica, che combina materiale elastico con la consueta miscela di erba naturale e fibre sintetiche, conferendo al campo del Fulham un carattere distintivo. L'ibrido Hatko viene utilizzato nel terreno di casa del Liverpool, dove quattro diverse varietà di erba perenne costituiscono la componente di erba naturale dell'Anfield Road. Il filo rosso che attraversa tutti questi campi è l'introduzione di sistemi che rendono superfluo per i club sostituire costantemente il prato, che deve essere rinnovato solo una volta all'anno, alla fine della stagione. Le fibre sintetiche iniettate sporgono solo 2 cm sopra la superficie e rimangono saldamente al loro posto. L'erba naturale, nel frattempo, è la componente che cresce di più e può essere curata e adattata secondo necessità, rimanendo così l'unica superficie che i giocatori sentono effettivamente sotto i piedi. Questo è nuovamente un ambito in cui la Premier League si dimostra la principale lega calcistica del mondo.